Soffri di Ipertensione? Nuota!

Sei Iperteso Nuota

Un recente studio americano pubblicato sul “American Journal of Cardiology” ha evidenziato i potenziali benefici del nuoto nello stabilizzare la pressione arteriosa nei pazienti anziani che soffrono di ipertensione lieve non sottoposta a trattamento farmacologico e che hanno abitudini di vita sedentaria.

Il nuoto è infatti un’ideale forma di esercizio fisico per le persone anziane e sedentarie in quanto riduce il carico di stress associato al peso corporeo e non porta all’eccessiva sudorazione. Non sono tuttavia ad oggi ben noti gli effetti di questa forma di esercizio fisico sulle arterie e sulla pressione arteriosa.

Il gruppo di ricerca del Dott. Nantinee Nuaknim, dell’ Università del Texas ha evidenziato, con una ricerca randomizzata della durata di 12 settimane, una significativa riduzione nella pressione sanguigna e nelle resistenze vascolari in un gruppo di ultra-cinquantenni sedentari ed affetti da lieve ipertensione sottoposti ad esercizi di nuoto.

In conclusione, da quanto emerge dallo studio, nei soggetti affetti da ipertensione iniziale, la pratica del nuoto sembra avere un effetto ipotensivo e di regolarizzazione della funzionalità vascolare ed è quindi un utile strumento “terapeutico”.


Domande Frequenti

Il nuoto può aiutare a ridurre la pressione arteriosa?

Sì, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology, 12 settimane di esercizi di nuoto hanno portato a una significativa riduzione della pressione sanguigna e delle resistenze vascolari in ultra-cinquantenni sedentari con lieve ipertensione.

Perché il nuoto è ideale per le persone anziane con ipertensione?

Il nuoto riduce il carico di stress associato al peso corporeo e non porta all’eccessiva sudorazione, rendendolo una forma di esercizio ideale per le persone anziane e sedentarie che soffrono di ipertensione lieve non trattata farmacologicamente.

Chi ha condotto lo studio sul nuoto e ipertensione?

La ricerca randomizzata della durata di 12 settimane è stata condotta dal gruppo del Dott. Nantinee Nuaknim dell’Università del Texas, su soggetti ultra-cinquantenni sedentari con lieve ipertensione.

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