Fonte: King’s College London
Londra, novembre 2025 – Da sempre siamo stati abituati a sentire che lo smalto dentale, una volta perduto, non si rigenera più. A differenza dell’osso o dei capelli, il tessuto adamantino non possiede capacità rigenerative intrinseche. Ma cosa succederebbe se la soluzione per ricostruire questo scudo protettivo si nascondesse proprio …nei nostri capelli?
Un gruppo di ricercatori del King’s College di Londra ha pubblicato su Advanced Healthcare Materials uno studio che potrebbe potenzialmente riscrivere le regole dell’igiene orale: la cheratina – la stessa proteina che costituisce capelli e unghie – puotrebbe sia proteggere che riparare i denti danneggiati, offrendo un’alternativa ai trattamenti odontoiatrici tradizionali.
Il Problema:La diffusione della Carie Dentale
La carie dentale è una delle malattie degenerative più diffuse a livello mondiale. Secondo il Global Burden of Disease 2019, la carie non trattata nei denti permanenti è la condizione di salute più comune, con una prevalenza di circa 2 miliardi di casi.
Lo smalto dei denti è un tessuto che non può rigenerarsi una volta che viene danneggiatoi. Se la carie viene trattata, questa progredisce portando alla distruzione irreversibile dei tessuti dentali, con tutti i probemi ad essa correlati.Il Dr. Sherif Elsharkawy, autore dello studio e consulente in odontoiatria protesica al King’s College, spiega con chiarezza: “A differenza delle ossa e dei capelli, lo smalto non si rigenera; una volta perduto, è perduto per sempre.”
La Soluzione: la Cheratina come Barriera Protettiva
Le abitudini quotidiane come ad esempio bere bevande acide, spazzolarsi i denti in modo slatuario e scorretto contribuiscono a logorare il nostro smalto dentale. Mentre i dentifrici al fluoro rallentano questo processo, la cheratina nello studio pubblicato su Advanced Healthcare Materials sembrerebbe aver completamente bloccato la sua formazione ed addirittura aver riparato i danni provocati artificialmente sullo smalto, questo almeno nei test di laboratorio effettuati.
Gli scienziati hanno estratto cheratina dalla lana e l’hanno applicata su superfici dentali. Applicata sullo smalto, dopo sette giorni si è visto come la sostanza abbia iniziato a lavorare imitando di fatto la formazione naturale dello smalto. I ricercatori hanno testato la cheratina su lesioni dello smalto create artificialmente su denti umani estratti. Dopo il trattamento, è apparso uno strato di nuovo smalto di 40-50 μm che ha riparato i cavità fino a 50 μm di profondità. I test hanno mostrato risultati incredibili: le lesioni trattate con cheratina in saliva artificiale hanno raggiunto un livello di microdurezza molto vicino a quello dello smalto sano.
Sviluppi Futuri:
La cheratina ottenuta da scarti biologici come capelli e cute, eliminando l’utilizzo di resine potenzialmente tossiche e meno durevoli. Sembrerebbe avere un aspetto più naturale, più simile al colore del dente originale. Stiamo entrando in un’era in cui la biotecnologia ripristina la funzione biologica usando i materiali del corpo. In un futuro forse non troppo lontano potremmo andare forse dal parrucchiere e chiedere di lasciarci i capelli tagliati da portare via per curarsi una carie che sta diventando fastidiosa.
Il lavoro ha ricevuto sostegno dal Wellcome Trust Seed Award, King’s College London, Academy of Medical Sciences e National Institute of Health Research.
Riferimenti e fonti:
Autori dello studio: Sara Gamea, Elham Radvar, Dimitra Athanasiadou, Ryan Lee Chan, Giacomo De Sero, Ecaterina Ware, Sunie Kundi, Avir Patel, Shwan Horamee, Shuaib Hadadi, Mads Carlsen, Leanne Allison, Roland Fleck, Ka Lung Andrew Chan, Avijit Banerjee, Nicola Pugno, Marianne Liebi, Paul T Sharpe, Karina Carneiro, Sherif Elsharkawy
Pubblicato il 12 Agosto 2025 – https://doi.org/10.1002/adhm.202502465


